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Lavoro e vacanza, due parole inconciliabili prima del Covid, adesso non stonano più all’interno della stessa frase. 

Lo smart working ormai si è imposto come modalità preferenziale per alcuni tipi di professioni. Spezzare il vincolo della presenza fisica significa poter lavorare, quando l’azienda lo consente, anche da luoghi che offrono una qualità della vita migliore e, perché no, in località normalmente identificate come mete di vacanza. 

Bastano un telefono, un’agenda e un pc portatile affidabile e possiamo continuare le nostre mansioni da un ufficio virtuale con vista mozzafiato. 

E’ questa la strada per proseguire lo smart working anche dopo l’estate 2021 ma da location suggestive e da riscoprire?

 

Una nuova modalità di turismo o solo un trend passeggero?

 

Questo fenomeno da qualche mese è sotto gli occhi di tutti con l’esempio virtuoso delle isole Canarie. L’arcipelago spagnolo, interessato ad aumentare la presenza dei lavoratori da remoto (e che ha lanciato pochi giorni fa la campagna «Il miglior clima del mondo cerca un remote worker», che mette in palio sei mesi di soggiorno gratuito in una delle sue isole), ci invita a riflettere sulle opportunità offerte da questo scenario.

Questa nuova modalità di turismo è sicuramente un modo per incentivare la scoperta di zone meno conosciute e per promuovere il lavoro da remoto in luoghi immersi in una natura da sogno o da borghi ricchi di storia e tradizioni. Per questo crediamo che possa aprire nuove opportunità anche per la nostre regioni italiane, soprattutto del Sud, per creare un posizionamento distintivo grazie ad un’offerta in linea con le esigenze di questo nuovo target. 

 

“Il Covid-19 non ha inventato cose nuove. Ha accelerato dei trend che già c’erano”

 

Un po’ lavoro, un po’ vacanza. Questo nuovo concetto sta rivoluzionando il modo di lavorare e di intendere il viaggio. C’è chi lo chiama Workation, in una fusione dei termini “work” e “vacation” e chi Holiday Working.

A prescindere dal nome, entrambe le formule coniugano due elementi che fino a febbraio 2020 sarebbero sicuramente apparsi poco conciliabili: la sfera della vacanza e quella del lavoro, rigorosamente in modalità remota. La soluzione, da quanto dicono i numeri, piace a sempre più italiani (parla chiaro il report del Centro Studi Italianway), che decidono sia di partire da soli che con la famiglia al seguito. E sembrerebbe non essere solo un trend passeggero.

“Il Covid-19 non ha inventato cose nuove – dice Marco Celani, amministratore delegato di Italianway -. Ha accelerato dei trend che già c’erano. E l’Holiday Working è uno di questi. Si è rimosso il vincolo tecnologico e normativo. Ora si può andare in questa direzione, anche perché credo che la modalità di lavoro agile rimarrà anche dopo che avremo superato l’emergenza pandemica. Tutti quelli che per lavoro non hanno un contatto quotidiano con il pubblico puntano su questa soluzione”

Dallo studio di Italianway che abbiamo analizzato emerge che gli italiani stanno progettano fughe dalle grandi città da realizzare il prima possibile e non appena l’allentamento delle restrizioni lo permetterà, senza aspettare l’estate vera e propria. 

Cercano centri piccoli e sicuri (raggiungibili in auto o traghetto) per trascorrere periodi tra lavoro ed attività all’aria aperta, con una media rilevata di circa tre settimane.

Le soluzioni abitative preferite sembrerebbero essere case grandi e dotate di spazi verdi adatte ad accogliere famiglie con genitori che lavorano da remoto e figli ancora alle prese con la didattica a distanza.

In cima alle richieste di questo specifico gruppo di viaggiatori svetta ovviamente il WiFi veloce: le persone cercano case in affitto con Wi-Fi illimitato e perfettamente funzionante per lavorare senza intoppi durante la giornata per poi concedersi, a fine turno o nei fine settimana, veri momenti di relax e disconnessione.

 

Nuove opportunità da cogliere e da anticipare per creare un posizionamento distintivo

 

Il concetto di Workation e Holiday Working guiderà il prossimo futuro del turismo. Tutto ciò si traduce nell’opportunità di raggiungere una nuova fetta di mercato, con tutti i benefici connessi.

Ma quali saranno i vantaggi per chi opera nel settore? 

Queste sono, secondo noi di SOON, le opportunità che è bene cogliere e, in certi casi, anticipare per creare un posizionamento distintivo ed essere maggiormente competitivi:

1. i viaggi non saranno più concentrati solo a dicembre e agosto. Bisognerà quindi ripensare a un turismo che opera 365 giorni all’anno. Questo è sicuramente un vantaggio ma è necessario riflettere su quali saranno le esigenze dei viaggiatori/lavoratori anche nei periodi di bassa stagione;

2. saranno le destinazioni lontane dai circuiti turistici di massa quelle che trarranno maggiore vantaggio in questo scenario: mete più economiche, immerse nella Natura e lontane dai soliti percorsi. Un modo per scoprire destinazioni alternative e, per chi lavora nel settore, per riflettere su come aumentare l’attrattività dei propri territori e migliorare i servizi offerti;

3. questo nuovo modo di viaggiare implica una sosta prolungata in un luogo. Questo potrà sicuramente dare una spinta agli affitti a medio e lungo termine e implica una ridefinizione dell’offerta alberghiera e soprattutto extra alberghiera;

4. infine, è necessario che, chi si occupa di accoglienza, ripensi all’organizzazione degli spazi, dotandosi di tutto il necessario per ospitare i lavoratori: dalla connessione wi-fi, alle scrivanie nelle stanze, alle sale per le conference call.